Itinerarium mentis in Deum di una giovane donna vissuta in Germania tra il XIII e il XIV secolo, sopravvissuta alla peste e bramosa di sapere. Un viaggio verso Dio attraverso la scrittura e le Scritture, la filosofia greca e la Scolastica, la medicina araba e la mistica ebraica, Francesco d'Assisi e Ildegarda di Bingen, il pane, le erbe e l'olio delle rose. Una filosofia che, passo dopo passo, da amore della Sapienza si fa Sapienza dell'amore.

dedicato ai puri

 

 

 

L'amore di Dio non ha mai smesso di cercarmi. L'ho sentito ogni volta che ho proiettato la luce che è dentro di me sulle cose che sono fuori di me. Mi sono fatta trovare e ho conosciuto una libertà vera che mi ha affrancato da ogni inquietudine, restituendomi a me stessa e nello stesso tempo dandomi una visione nuova, viva, una Rosvita a cui nessuno chiede più da dove viene, della cui assenza nessuno si accorge e che tuttavia è qui, adesso, è la sua vita è Dio. Non il Dio dei filosofi né quello dei teologi. Forse, quello dei profeti e dei poeti. Di sicuro, quello dei santi e degli uomini.   

Prima di lei, mi è venuto incontro il suo nome: Rosvita. Conoscevo Roswitha di Gandersheim, la monaca poetessa e drammaturga tedesca, vissuta nel X secolo, rimanendone fortemente affascinata. Il nome aleggiava specialmente di notte, ispirando i miei sogni, finché una figura esile e aggraziata mi si parò davanti, aspettando di poter parlare. La storia è nata così. 

Nell'anno del Signore 1324 io, Rosvita, sono testimone della crudeltà umana e della feroce inclinazione, propria di molti, a seguire le strade oscure e rovinose del male, piuttosto che quelle feconde del bene. Trovo la forza di raccontare perché sono una sopravvissuta e perché ho il dono, raro per questi tempi e per una donna, di saper scrivere. Come potrei sprecare tale opportunità? L'uomo, creatura eletta e amata da Dio, non sempre dispone di umiltà e gratitudine per riconoscere questo debito. E' una mancanza oscena e pericolosa.

Di questo sono testimone. 

 

Ho scritto Rosvita in un freddissimo inverno del 2016, nel mio rifugio in Alta Langa.

Il libro è uscito il giorno di Natale del 2019. Pochi mesi dopo esplodeva la pandemia.